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Tempio dei Topi, Deshnoke

Oggi parliamo del tempio dei topi!

A circa 30 km di Bikaner troviamo il ridente paese di Deshnoke,

si ridente ai topi,

perché qui, nel tempio Karni Mata, questi esserini simpatici la fanno da padroni… o quasi!

Arrivati, nel piazzale antistante il tempio troviamo una sfilza di bancarelle di paese, confetti, statuine, patatine. Poi c’è il signore che fa la spremuta di canna di zucchero insieme alla mucca; lui da un lato inserisce nella macchina i gambi della pianta e lei dall’altro lato a leccare quello che ne esce; i due colleghi, insieme, pronti a produrre un prodotto squisito, per i fedeli che una volta usciti da pregare dal tempio compreranno per dissetarsi.

Di fianco a questa prelibatezza troviamo la zona dove lasciare le scarpe, al tempio si entra scalzi, «evviva!!!», i fedeli entrano proprio a piedi nudi, a noi turisti è concesso (per fortuna) entrare con i calzini, che una volta usciti saremo pronti a togliersi, chiuderli dentro una cassaforte armata, rivestirla di materiale non radioattivo e dargli fuoco, ma non per via dello sporco, giusto per provare un’esperienza nuova.

Adesso è il momento di entrare! Ci mettiamo in fila, passiamo da un fatiscente metal detector e via, appena si varca la soglia, subito un odore pungente ti arriva al naso, i canti del santone trasformano questo luogo, vieni catapultato in un altro mondo, il mondo dei ratti! Topi, topi ovunque che passano come razzi in ogni direzione, fedeli che li accarezzano e ci parlano…

stop!

Questo è quello che si crede, ma a parte l’odore nauseabondo, la musica e i calzini che si appiccicano al pavimento il resto è più leggenda del tempio stesso. Una volta entrati sulla destra troveremo una sorta di edificio industriale abbandonato e arrugginito, dove praticamente i topi stanno, alcuni sono anche in altre zone del tempio ma non aspettativi l’invasione. L

217;ingresso è gratuito, viene chiesta un’offerta, anche se all’interno cartelli indicano quanto dover lasciare in base a video o foto che uno ha fatto. Insomma, un luogo particolare, da vedere, vivere e dove immedesimarsi nei fedeli, che fermi, in piedi o accucciati, osservano imperterriti, con gli occhi pieni di speranza, che quel fortunato topolino bianco da avvistare faccia capolino e gli doni la fortuna tanto sperata. Non sapendo che anche il bianco più candido, in mezzo a cotanta sporcizia potrà soltanto risultare di un colore grigio topo.

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