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Kyoto Essenziale

 «Corri Forrest, corri 

Kyoto, è stata una delle tante ex capitali del Giappone e proprio per questo motivo possiede tutta una serie di luoghi imperdibili da visitare.

Noi vi abbiamo fatto tappa durante il nostro viaggio in Giappone, abbiamo passato qui poco tempo e l’abbiamo trovata spettacolare! Ora intendiamoci, come spesso accade li, le città sono agglomerati di case, palazzi e templi, quasi ammassati da non credere ai nostri occhi. Quando scrivo “spettacolare” lo dico a livello più ampio del termine. Vi assicuro che arrivare a Kyoto dopo essere stati a Tokyo ci fa tornare subito alla realtà; la città, seppur grande ( circa 1,5 mln di abitanti) è a misura d’uomo, meno caotica, labirintica, mantenendo comunque tutte le peculiarità di questo paese.

 

Come Arrivare e muoversi a Kyoto

Siamo arrivati in treno, da Tokyo. Ci si arriva in circa 3 ore, c’è la possibilità di metterci anche meno; ma con il Japan Rail Pass i treni super veloci non sono compresi, i famosi Shinkansen Nozomi; noi abbiamo prenotato il posto il giorno prima alla Tokyo Station per uno Shinkansen Hikari. Una volta arrivati a Kyoto la stazione si presenta subito iper-moderna, piena di negozi e cibo!

Per spostarsi si hanno diverse opzioni, noi abbiamo usato la metro, il bus locale, i treni e soprattutto i piedi!

La metro

La metro la possiamo riconoscere dal logo a forma di Shuriken (la famosa stella Ninja); ha due linee, schematizzando possiamo immaginare una croce; il braccio orizzontale (Linea Rossa – Tozai) che collega Kyoto da Ovest a Est, il braccio verticale da Nord a Sud (Linea Verde – Karasuma). Come mezzo di trasporto per visitare solo le cose basilari del centro va bene;  costa dai 210 Y ai 350 Y dipende dalla distanza, per raggiungere i Templi limitrofi non serve. Il JRP non può essere utilizzato con la metro.

I bus

I bus locali: sinceramente eravamo abbastanza scettici e spaventati nell’utilizzare questo mezzo, ma alla fine si è rivelato semplice; tutto sta nel capire la direzione, da non sottovalutare, perché noi, un po’ dalla stanchezza e un po’ dal caldo abbiamo preso la direzione sbagliata; una tratta di 5 minuti è diventata di un’ora e mezzo, in compenso, guardando il bicchiere mezzo pieno, abbiamo fatto un bus-tour della città.

Ogni singola tratta costa 230 Y, bisogna montare dalla porta posteriore (quella dietro) e si scende sempre da quella davanti, all’interno si hanno gli schermi con il tragitto sia in giapponese che in inglese che indicano le varie fermate, al momento di scendere si deve pagare la corsa inserendo le monete all’interno di una macchinetta, mi raccomando munitevi di monete perché i bus che abbiamo preso noi non davano resto (ma da quello che ho letto, nessuno da resto), se avete banconote, sempre sul bus ci sono le macchinette cambia soldi. Si può fare anche un abbonamento, ma noi avendo il JRP abbiamo cercato dove possibile di sfruttare quello.

        Kyoto Essenziale        

 

Come detto prima, noi siamo stati   3 giorni a Kyoto (di cui 1 l’abbiamo utilizzato per andare a Nara, dove ci sono i cervi in libertà), quindi tra viaggio e quant’altro effettivamente abbiamo avuto 1 giorno e mezzo per visitarla, trottando e sudando, perché ad agosto il Giappone è super afoso, siamo riusciti a vedere le cose principali, probabilmente con mezza giornata in più avremmo fatto le cose con più calma.

Il nostro albergo era abbastanza centrale (Court Hotel Kyoto-Shijo), quindi come itinerario abbiamo optato per questo:

Giorno 1

Arrivo in albergo alle 12, dopo un break alle 14.30 abbiamo iniziato il nostro giro.

Nishiki market

Come prima tappa siamo andati al Nishiki Market, il mercato più famoso di Kyoto, che tradotto in parole povere è principalmente una via pedonale coperta, dove ci sono un sacco di negozi, generi alimentari, market, ristoranti e souvenir, insomma si può trovare di tutto, anche cose molto strane. I negozi sono aperti dalle 9 alle 18 tranne il mercoledì o la domenica che sono chiusi. Qui è divertente passeggiare tranquillamente, andando di negozio in negozio a scoprire le particolarità di questa nazione, è bello anche osservare le persone che ci lavorano o che fanno pubblicità, come la ragazza che sulla porta di un negozio, con un cartellone in mano, con le braccia alzate dondola dolcemente a destra e sinistra, sponsorizzando ad alta voce parole incomprensibili a noi, una frase ripetuta all’infinito;quasi come se fosse una nenia, una nenia dal suono ipnotico.

Palazzo Imperiale

Dopo questo pit-stop ci siamo addentrati nelle viuzze del centro, andando “a caso” e a piedi in circa 20/25 minuti siamo arrivati al Palazzo Imperiale. Qui per prima cosa troviamo questo grande giardino classico, che ti regala un po’ di fresco. Sparsi nel parco ci sono vari angoli molto “giappo” (vedi Shu Sui Tei), ma basterà girellare per vedere cose sempre nuove. Al centro di questo giardino c’è quello che era il Palazzo Imperiale (ormai non più in uso, essendo l’imperatore residente a Tokyo). La struttura del palazzo è notevole, dà l’impressione di autorevolezza, serietà e controllo, tutto è studiato, ponderato, austero. I giardini sono magnifici, sembra di rivedere i cartoni che guardavamo da piccoli, con la sola differenza che quello che vedi non è un disegno! Ogni occhiata ti fa vedere particolari nuovi, i colori vivaci, il rumore dell’acqua, staresti ad osservare questo paradiso ad ore.

Per visitare il palazzo e i suoi giardini (che sono gratuiti) bisogna prenotare; noi sinceramente li abbiamo visitati senza alcuna prenotazione: siamo arrivati, ci hanno guardato il passaporto e ci hanno dato un cartellino da mettere al collo. All’interno si segue un percorso obbligato. L’orario di chiusura è alle 17, noi siamo arrivati intorno alle 16.15, così da poterlo visitare con relativa calma e soprattutto… era quasi deserto! Per arrivarci ci sono pure i bus (fermata Karasuma Imadegawa, 59/101/201/203) e la metro (fermata Imadegawa all’angolo Nord-Ovest, fermata Marutamachi all’angolo Sud-Ovest, linea verde)

Ponto-cho

Usciti dal Palazzo, ci siamo rifocillati con una bibita fresca (da benedire i distributori di bevande!) e siamo ripartiti direzione Ponto-cho. Questo viuzza è probabilmente la più caratteristica via che abbiamo visto in Giappone; tutte queste casette in stile, una attaccata all’altra quasi accatastate, quasi da far buio tanto sono vicine. Qui sono quasi tutti ristoranti, da economici a molto costosi. L’unica pecca, essendo un vicolo molto stretto, è la quantità di turisti che transitano smorza l’atmosfera riportandoti con i piedi per terra; comunque da farci assolutamente una passeggiata o una cena!

Giorno 2

Castello Nijo

La mattina seguente ci siamo alzati presto, colazione e diretti al Castello Nijo, anche questo fu palazzo imperiale. Fa parte del patrimonio dell’UNESCO e vi assicuro che è fantastico! Il castello apre alle 8.45 e chiude alle 17, costa 600 Y. Il complesso presenta ancora oggi un doppio fossato, uno esterno e uno interno; superando il primo incontriamo il Ninomaru Palace, cinque edifici visitabili. All’ingresso di questo  dobbiamo depositare le scarpe ed entrare scalzi, è vietato fare le foto, potreste essere linciati dalle guardie, ve lo assicuro!

Osservati gli interni di questo tipico palazzo giapponese, recuperato le scarpe si prosegue fino ad incontrare il secondo fossato; questo pieno di carpe, turisti e caldo; un ponte ci porta ad un secondo complesso di edifici, Katsura Palace, purtroppo non visitabili; girellando per il giardino è possibile salire su quella che era una torretta di avvistamento, da dove si gode di una bella visuale sulla città; qui noi, pervasi dallo spirito giapponese e soprattutto dal caldo torrido, abbiamo aperto l’ombrellino, altrimenti eravamo ancora li… sciolti! Il giro prosegue nei restanti giardini, dove si trova una Tea House, delle zone break e smoking area!

Arashiyama

Terminata la visita al Nijo Castle ci dirigiamo a piedi alla Nijo Station, non molto distante dal Castello; qui prendiamo il treno della linea viola della JR la Sanin Line (che con i JRP non si paga) per Sonobe, scendendo a Saga-Arashiyama station. Il viaggio dura circa 10 minuti e fa 4 fermate. Alla stazione di arrivo è possibile prendere il treno panoramico, 600 Y, ma a detta di nostre amiche non ne vale la pena.

Noi abbiamo optato per andare a piedi, usciti dalla stazione ci sono le indicazioni per andare verso la foresta di bamboo. Si va dritto fino ad un incrocio dall’asfalto rosso, qui si gira a destra, poi di nuovo dritto fino ad arrivare al Tenryu-ji Temple; anche questo patrimonio dell’UNESCO, costa 600 Y la visita, ha dei bellissimi giardini zen, che meritano il prezzo da pagare. Preparatevi perché è affollato di turisti.

Foresta di bamboo

Uscendo a nord del tempio (l’ingresso principale si trova a est) ci ritroviamo nella foresta di bambù. Bella, affascinante, ma… le foto che avevamo visto mostravano un luogo etereo, magico, deserto, invece la quantità di turisti presenti smorza l’atmosfera immaginata; chiaramente il posto merita e va assolutamente visto. Probabilmente andandoci di mattina il numero di visitatori diminuisce, probabilmente!

Sempre all’interno della foresta, spostandoci verso sud si arriva a quella che era la casa di un ex-attore giapponese, la villa Okochi Sanso; questa non è visitabile, ma i suoi giardini si; costa 1000 Y l’ingresso e sono aperti dalle 9 alle 17. Compreso nel biglietto si ha una tazza di tè (che con il caldo/umido che c’è è l’ideale!) e un pasticcino. Il giardino vuole ricreare le quattro stagioni.

Tempio Kinkaku-ji

Si torna alla stazione, facendo il percorso inverso e scendendo a Enmachi Station, da qui si prende il bus (il numero 205) direzione Kinkakugimichi; circa 10 minuti, 6 fermate, 230 Y. Il Kinkaku-ji va visitato principalmente per vedere la pagoda dorata che si riflette sul lago; molto caratteristico soprattutto per noi occidentali che abbiamo in testa, come immagine tipica, proprio questa composizione di elementi. Il biglietto costa 400 Y, anche i giardini non sono male. Questo tempio buddista zen è aperto dalle 9 alle 17.

Fushimi-Inari

Tornando indietro abbiamo ripreso il bus 205 (direzione opposta) all’Enmachi station; con la JR (Sanin Line direzione Kyoto, linea viola) siamo arrivati alla Kyoto station. Direzione Fushimi-Inari, JR, Nara Line – binario 8-9-10. I treni partono circa ogni 15 minuti, attenzione perché solo i treni “local” fermano alla fermata di Inari; per la direzione non c’è pericolo, è solo una!

Preso il treno, circa 6 minuti, 2 fermate si arriva alla stazione di Inari. Uscendo ci si trova praticamente davanti al viale d’ingresso del complesso, ad attenderci in fondo a questo un enorme Torii; inutile dirlo, anche qui centinaia di persone. Di questi portali ce n’è un’infinità, più grandi più piccoli, nuovi, vecchi, tutti rigorosamente con iscrizioni, subito riviviamo la scena di “Memorie di una Geisha”.

Questo posto è affascinante, è suggestivo, da vivere con calma, dove farsi inebriare dai colori, dall’arte, dalla storia e dalla natura. Qui diversi sentieri si snodano per la collina formando queste serpentine rosse (più si va in alto e meno turisti ci sono); questa è chiaramente l’attrazione principale, ma anche il complesso dei templi non è male, anch’essi intrisi di una tinta color arancio sgargiante! La visita è gratuita e non ci dovrebbero essere orari di visita. Per il ritorno abbiamo fatto il contrario, basta tornare alla Inari Station e aspettare il treno per Kyoto.

Le geishe di Gion

Sul far della sera, ispirati dalla visita pomeridiana, intorno alle 19/20 siamo andati a Gion, per cercare di vedere almeno una Geisha. Nel pensiero comune, sono delle prostitute, delle ragazze di strada, in realtà è una forma d’arte, coltivata attraverso una scuola dura, lunga e costosa; questo vi assicuro, che dopo averne vista una, lo penserete anche voi. La fortuna ha voluto questo incontro, un incontro di pochi attimi, sguardo furtivo, misterioso, eleganza e delicatezza nei modi, una bambola di porcellana vivente, bellissima! Vi consigliamo assolutamente di provarci a intercettarne una perché qualunque sia il vostro pensiero a riguardo siamo sicuri che ne rimarrete affascinati nel tempo.

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Attenzione! Oggi molte ragazze si travestono da geisha, ma quelle vere si  fanno vedere pochissimo e di sfuggita, sempre sul tardo pomeriggio. Dunque diffidate da quelle che girano tranquillamente per strada e si fanno fare foto!

 

Kyoto offre molti altri luoghi da visitare,

questo è stato il nostro itinerario very fast,

per visitare quello che secondo noi, era obbligatorio vedere.

Anche in base al poco tempo che avevamo,

questa la nostra

Kyoto essenziale!

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